Peste suina africana, il sistema sta funzionando? 

Su questo sito cerchiamo di dare informazione scientifica corretta, soprattutto su quelle materie riguardanti la medicina veterinaria che sono al centro dell’attenzione mediatica. Ci dà molto fastidio, invece, quando le autorità preposte non fanno altrettanto.

Abbiamo già denunciato, ad esempio, alcune “inesattezze” raccontate dal governo in materia di Peste suina africana (PSA), una malattia molto grave che ha colpito i suini selvatici e domestici, in numerose regioni italiane.

Stavolta, invece, ad averla fatta grossa è la Regione Lombardia, che in suo comunicato di pochi giorni fa ha presentato l’abbattimento di circa 13mila cinghiali come un indicatore dell’efficacia delle misure adottate per contrastare la PSA:  “il sistema sta funzionando”, ha annunciato trionfante il Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale 

Le cose stanno veramente così? A noi sembra proprio di no. 

Ricapitoliamo i fatti. La Regione Lombardia è, di gran lunga, quella in cui la PSA ha causato negli ultimi anni i problemi maggiori: ai 9 focolai nei suini domestici nel 2023, si devono aggiungere altri 20 focolai negli allevamenti suinicoli verificati nel corso dell’estate 2024. Questi eventi hanno comportato l’abbattimento (secondo i nostri calcoli, le informazioni ufficiali in proposito sono molto scarse) di circa 100mila suini: oltre 80 mila negli allevamenti infetti da PSA (fonte: Bollettino Epidemiologico Nazionale), localizzati nelle province di Pavia, Milano e Lodi, a cui si devono aggiungere oltre 20 mila capi circa abbattuti “preventivamente” in numerosi altri allevamenti (non è dato sapere quanti) ad alto rischio di introduzione della malattia. I lettori ci perdoneranno: le informazioni in proposito sono quelle reperite sui media (che si possono anche sbagliare) e non possiamo essere più precisi, in quanto Regione Lombardia non rende pubblici i dati in suo possesso.

Relativamente ai dati sulla diffusione della PSA nei cinghiali, riportiamo quelli del Bollettino Epidemiologico Nazionale (a differenza che in Piemonte e Liguria, dove l’istituto Zooprofilattico di Torino riporta settimanalmente sul web dati continuamente aggiornati e mappe sulla evoluzione della situazione epidemiologica, da parte della Regione Lombardia non ci risulta analoga trasparenza). A partire dal giugno 2023 sono non meno di 250 i cinghiali positivi alla PSA rinvenuti in Lombardia, per lo più localizzati nell’Oltrepò pavese e nelle vicinanze del Ticino. 

Insomma, la situazione della PSA in Lombardia è certamente molto difficile, anche se il picco estivo dei focolai nei suini domestici, in cui è spesso parlato su questo sito sembra ormai terminato.

E ora veniamo al dunque: a fronte di una scarsa trasparenza sui dati “meno graditi”, che indicano appunto una situazione molto difficile,  in Consiglio Regionale sono stati presentati pochi giorni fa i dati sugli abbattimenti dei cinghiali dall’inizio dell’anno a tutto settembre 2024. Questi dati (13 205 capi “prelevati”) sono stati presentati come un successo, come la conferma che “il sistema funziona”, con le autorità regionali che manifestano apertamente la loro soddisfazione. 

Ma le cose stanno proprio così? A noi sembra proprio di no, e lo possiamo dimostrare facilmente.  Siamo andati a vedere cosa dice il Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali (Sus scrofa) e Azioni Strategiche per l’Elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle Zone di Restrizione da Peste Suina Africana (PSA) valido per il 2023-2028 e disponibile sul sito del Ministero della Salute

Non entriamo in merito alla validità di questo piano adottato dal Commissario Caputo nel settembre 2023 (piano che presenta a nostro parere gravi lacune, che si sta ora cercando di correggere con l’ultimo provvedimento del Commissario Filippini), un’analisi del genere ci porterebbe troppo lontano; ma focalizziamoci su uno specifico aspetto, cioè su cosa questo piano si aspettava dalla Regione Lombardia.

Ebbene, se si va a vedere quale era l’obiettivo della Lombardia, quanto a numero di cinghiali da prelevare (cioè abbattere o catturare annualmente), si può leggere, nella tabella a pagina 11, che questo numero è di 27 000 capi. Ma nel corso dei primi 9 mesi del 2024 solo 13 205 capi sono stati “prelevati”. Insomma, è stato raggiunto meno della metà dell’obiettivo prefissato. 

Inoltre, nel comunicato della Regione, in linea con la propria scarsa trasparenza sulla gravità della situazione, non si dice affatto che nel corso del 2024 la PSA ha imperversato in Lombardia, causando enormi danni al settore suinicolo, anche se per quest’anno il peggio è probabilmente passato, con la fine del “picco estivo”. Si tace anche sul fatto che i problemi continuano e continueranno anche in futuro, in quanto larga parte del territorio regionale è sottoposto a severe restrizioni che limitano fortemente non solo il normale funzionamento del comparto suinicolo ma anche delle attività venatorie. E nel 2025, in particolare in estate, il rischio di focolai nei suini domestici si ripresenterà e non sarà certo quanto fatto finora in materia di abbattimento dei cinghiali a prevenirlo.

Di tutto questo nel comunicato di Regione Lombardia non si fa alcun cenno, anzi, quanto fatto in tema di prelievo di cinghiali indica che “il sistema funziona”.  Sulla base dei fatti sopra esposti lasciamo giudicare al lettore come in Regione Lombardia cerchi di presentare la situazione PSA. Le “inesattezze” che noi rileviamo hanno le gambe corte e il tempo darà le risposte. 

Ci permettiamo dunque di dare un’altra volta un consiglio, e non solo alla Regione Lombardia: si impari a dire la verità sulla PSA, davanti ad un problema così serio e difficile da risolvere, se non si guarda in faccia la realtà non si otterranno risultati.

“Qui non si tratta di eroismo. Si tratta di onestà. Farà magari ridere, come idea, ma il solo modo di lottare contro la peste è l’onestà”.  Albert Camus, La Peste

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Una risposta a “Peste suina africana, il sistema sta funzionando? ”

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