Emergenza Peste Suina Africana: appello congiunto della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Veterinari e del Sindacato dei Veterinari Pubblici

Ribadita la richiesta di sostegno e rinforzo dei servizi veterinari nonché la mobilitazione preventiva delle forze dell’ordine a loro supporto.

Riteniamo che per ottenere un rapido superamento della crisi sanitaria che mette a rischio gli allevamenti suini le istituzioni in indirizzo si debbano potenziare gli organici dei Servizi Veterinari coinvolti nelle azioni di bonifica facendoli anche sempre affiancare dalle forze dell’ordine. 

Riteniamo che le Regioni debbano programmare l’azione dei loro Servizi veterinari invitando alla collaborazione le organizzazioni animaliste in modo da isolare i comportamenti antiscientifici pseudo animalisti di ostacolo alle funzioni di sanità pubblica veterinaria. 

Riteniamo infine che i medici veterinari colpiti da aggressioni fisiche e verbali, diffusione delle proprie generalità e informazioni sul proprio domicilio e nucleo familiare, siano vittime di ritorsioni inaccettabili per aver svolto la loro attività istituzionale e pertanto debbano essere protetti dalle Aziende sanitarie da cui dipendono e tutelati sotto il profilo legale in ogni sede giurisdizionale a ristoro dei danni subiti. A loro va espressa massima solidarietà”. 

SIVeMP e FNOVI , 24 ottobre 2023

La lettera completa a questo link

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2 responses to “Emergenza Peste Suina Africana: appello congiunto della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Veterinari e del Sindacato dei Veterinari Pubblici”

  1. Avatar Vincenzo Caporale
    Vincenzo Caporale

    Non c’è bisogno alcuno di potenziare gli organici della veterinaria pubblica. Si tratta, piuttosto, di conoscere a fondo le malattie che si cerca di combattere, si tratta di attivare un sistema di sorveglianza epidemiologica intensiva degno di tale nome, si tratta di investire in modo formale ed esplicito il controllo da parte degli allevatori – altrimenti detto autocontrollo con cui l’autorità competente, ancora oggi, non riesce a fare i conti e che de facto avversa con ragionamenti d’antan a volte anche vagamente corporativi – come motore primo della sorveglianza e dell’applicazione di misure di profilassi diretta – biosicurezza per gli anglofili de noantri – adeguate, con la fattiva collaborazione di veterinari aziendali responsabilizzati e adeguatamente formati. Insomma è ora di accettare da un punto di vista organizzativo e operativo il dettato regolamenti europei tanto invocati, quanto disattesi, in particolare quale siano i ruoli rispettivi degli allevatori e dell’autorità competente nella lotta alle epidemie nel XXI secolo.
    Si tratta, infine, anche di ricordare e rileggere la propria storia: ovvero quanto fu fatto nel Paese negli anni ’60 del secolo scorso per eradicare la PSA!
    Cordiali saluti
    Vincenzo Caporale

  2. Avatar una veterinaria
    una veterinaria

    “non c’è bisogno alcuno di potenziare gli organici della veterinaria pubblica” credo che il prof. Luigino Bellani si stia rivoltando nella tomba in questo momento.

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