Il caso del cane Bobby che ha morso un ciclista e la colpevolizzazione della vittima


Il caso di Bobby, un cane randagio di Napoli, ha catalizzato l’attenzione pubblica dopo un incidente in cui ha morso un ciclista. Il ciclista ha segnalato l’episodio all’ASL veterinaria, la quale ha prelevato il cane per portarlo in canile, provocando una forte reazione sui social media. Questo articolo esplora le tensioni tra l’attaccamento verso gli animali e responsabilità civica, evidenziando il ruolo dei media, della classe politica, e delle autorità sanitarie locali nel modellare il dialogo pubblico su questioni di convivenza urbana e sicurezza.

Il 7 aprile 2024, intorno alle 11:15, Angelo pedalava lungo via dell’Eremo a Napoli. Mentre si avvicinava alla fermata dell’autobus, notava un cane randagio di grossa taglia e colore marrone che riposava sotto la pensilina. L’animale, senza alcun preavviso, nel giro di un paio di secondi, si è alzato e ringhiando, si è lanciato verso Angelo, azzannandolo alla caviglia e provocandogli una ferita lacero-contusa che avrebbe richiesto sei punti di sutura. Fortunatamente, Angelo è riuscito a sganciarsi dal pedale senza cadere (alcune bici da corsa presentano un tipo di pedale che prevede un meccanismo di aggancio e sgancio rapido tra il pedale stesso e una speciale scarpa da ciclismo). Il cane, dopo il morso, è ritornato nella sua posizione.

la ferita, Bobby e il referto medico

“Ti confido che se non fosse accaduto a me, in prima persona, difficilmente avrei potuto immaginare che quel cane potesse avere una reazione così rapida e pericolosa, al solo passaggio di una bici, senza essere stato minimamente disturbato.

Angelo

Ferito, Angelo si è rifugiato nel bar di fronte alla fermata, dove il personale, prontamente intervenuto per medicarlo, gli ha rivelato di aver assistito a un incidente simile il giorno precedente; la vittima era un altro ciclista.

Questa è la via dell’Eremo dove è accaduto il fatto. Angelo scendeva sul lato destro. Il cane era appisolato sotto la pensilina dell’autobus. Non abbaiava, né ringhiava.

Bobby che riposa

In base a quanto previsto dalla normativa Regionale 11 aprile 2019, n. 3, Bobby rientra secondo l’art. 13 nella definizione di “cane libero accudito”, ma, a seguito dell’accaduto non è più accertata la non sussistenza di condizione di pericolosità.

Inoltre, secondo l’articolo 10.1, nell’ambito della tutela dell’incolumità pubblica, i cani pericolosi sono trasferiti in idonea struttura e, comunque, sottoposti ad appositi percorsi di recupero comportamentale finalizzati alla stabilizzazione caratteriale dell’animale.

Nonostante il dolore fisico, la reazione di Angelo è stata responsabile: ha segnalato l’accaduto all’ASL veterinaria locale, così ASL Veterinaria Napoli 1, ha prelevato il cane da via dell’Eremo per portarlo all’ospedale veterinario del Frullone per osservazione sanitaria. Angelo ha quindi dovuto fare il vaccino per il tetano su indicazione del centro vaccinazioni a seguito della segnalazione e il giorno sabato 13 aprile è stato chiamato presso la ASL per identificare il cane. Lì scopre che anche il referto del ciclista aggredito il giorno prima di lui è agli atti nel fascicolo di Bobby.

Il referto di sabato 13 aprile per il riconoscimento del cane

La risposta della comunità online e le dichiarazioni delle autorità locali riflettono un profondo affetto per il cane, ma mostrano anche una certa esitazione nell’accettare la gravità di questi incidenti.

Fondamentali sono le affermazioni del consigliere Francesco Emilio Borrelli, che evidenziano una tendenza a giustificare il comportamento del cane sostenendo che “secondo alcune testimonianze, pubblicate anche sui social, il cane ha morso perché continuamente infastidito”. ignorando altre testimonianze contrarie che sostengono che il cane abbia morso anche senza essere disturbato.


Il consigliere perpetua la narrativa che il cane, pur vivendo in libertà per circa 15 anni (dalla dentatura e dallo stato fisico sembra molto difficile credere che Bobby abbia questa età ndR), non abbia mai causato problemi, “essendo sempre stato affabile, anche con i bambini”, e suggerisce che siano piuttosto i comportamenti inappropriati degli umani a scatenare le reazioni aggressive. C’è anche chi da per scontato che “il cane abbia reagito per difendersi”.

La destinazione definitiva di Bobby sarà probabilmente il canile comunale di Napoli, La collina di Argo ove verrà messo in adozione. Verranno valutate persone con esperienza che possano essere adatte a lui e che conoscano la sua storia. Nulla di diverso e nulla di eclatante rispetto a quanto previsto dalla normativa per casi simili.

Nel caso di Bobby, la visione predominante che si vuole giustificare a ogni costo l’azione del cane ha condotto a episodi di odio online rivolti verso i ciclisti in generale e verso la vittima dell’aggressione (nei commenti del precedente post di Facebook – per questo motivo abbiamo oscurato i dati personali e abbiamo deciso di non riportare il nome completo della vittima – ).


I media locali hanno prevalentemente adottato una narrazione che dipinge il cane coinvolto come innocuo (Il Mattino, Napoli Village) mettendo in evidenza l’opposizione popolare all’idea di relegarlo in un canile e evidenziando gli sforzi compiuti per trovargli una nuova casa. È importante sottolineare, tuttavia, che in questi racconti la voce della vittima non è stata riportata.

Quello che mi impressiona è la rappresentazione parziale della realtà.  E pensare che io sono tra quelli che si mobilita per gli animali

Angelo

Attualmente, non è chiaro quale sarà il futuro del cane, dato che non ha ancora una famiglia; tuttavia, considerando che ha già morso, è probabile che, se verrà adottato, si applicherà la normativa vigente per casi simili: in base alla normativa sopracitata, dopo episodi di morsicatura o aggressione, i Comuni possono richiedere ai (in questo caso futuri) proprietari di cani coinvolti in tali episodi di partecipare a percorsi formativi obbligatori, come indicato dai servizi veterinari. Questi corsi sono facoltativi per tutti gli altri proprietari di cani. Le spese legate a tali formazioni sono a carico del proprietario del cane. Inoltre, i servizi veterinari delle ASL mantengono un registro di cani considerati ad alto rischio di aggressività. I proprietari dei cani inclusi in questo registro devono stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per coprire eventuali danni a terzi e sono obbligati a utilizzare guinzaglio e museruola quando il cane si trova in aree urbane o in luoghi pubblici aperti.

“Cosa fare, dunque, se capitano episodi simili?” È questa la domanda cardinale che avrebbe dovuto animare i media e la classe politica. Invece, si osserva che tali enti hanno frequentemente mancato di cogliere l’opportunità di trasformare un evento infausto in un’occasione di apprendimento collettivo e di sensibilizzazione. Ed è doppiamente grave, poiché il fenomeno del randagismo, che pesantemente affligge il meridione d’Italia porta inevitabilmente a molti episodi simili.

Gli incontri con cani aggressivi sono una realtà sfortunata ma non rara per molti ciclisti. È difficile discernere in anticipo quali cani possano essere pericolosi: non tutti ringhiano prima di mordere. Se un cane è troppo vicino, l’azione più sicura è fermarsi e mettere la bicicletta fra te e il cane.
Le motivazioni dietro un attacco canino non sono univoche né semplicistiche. Essenzialmente, possono spaziare dalla paura al gioco, dalla difesa del territorio all’istinto di dominanza. È un errore grave e riduttivo assumere con precipitosa certezza che la colpa sia invariabilmente dell’umano quando un cane decide di mordere.
L’errore di attribuire automaticamente la responsabilità all’umano deriva da una visione limitata e antropocentrica del mondo, che ignora le complesse modalità di interazione degli altri esseri viventi con l’ambiente circostante. La superficialità nell’approccio dell’analisi delle circostanze non solo impedisce di trovare soluzioni efficaci e durature, ma aumenta anche il rischio di ulteriori incidenti.
La sfida è quindi di ampliare la nostra comprensione, accettando la pluralità delle cause e resistendo alla tentazione di trovare soluzioni rapide che appaghino solamente la nostra necessità di ordine e comprensione immediata.
In caso di attacco, è cruciale segnalare l’incidente all’Autorità sanitaria locale, disinfettare immediatamente la ferita e consultare un medico il prima possibile siccome i morsi di cane possono veicolare batteri. I morsi più gravi possono anche danneggiare nervi, muscoli e ossa, richiedendo trattamenti più specifici. Nonostante quello che possano pensare i proprietari dei cani o i residenti affezionati a un cane padronale, le autorità sanitarie devono essere avvisate sugli incidenti di morsi di animali per valutare i rischi all’interno della comunità. Consigliabile è anche la consultazione con un avvocato per determinare eventuali responsabilità legali. È anche saggio documentare le ferite tramite foto o video ogni giorno, iniziando prima che queste siano state trattate. Questa documentazione può fornire dettagli preziosi per casi legali futuri e per monitorare il processo di guarigione.




Rispondi

Scopri di più da Veterinari uniti per la salute

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere